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Dialogo sociale sulla silice cristallina


Il "dialogo sociale" europeo tra industria e sindacati sulla silice cristallina si è chiuso con un accordo, sottoscritto in forma solenne il 25 aprile 2006 alla presenza del Commissario Špidla tra i rappresentanti dell’industria europea della ceramica (Cérame-Unie), del cemento, vetro, fonderie, industria estrattiva e le organizzazioni sindacali europee EMCEF (European Mines, Chemical and Energy workers’ Federation) e EMF (European Metalworkers' Federation).

Il testo dell'Accordo è stato pubblicato il 17 novembre 2006 nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea C 279.

Elenco completo delle parti stipulanti (Negotiation Platform on Silica - NePSi).

Nel sito web www.nepsi.eu sono disponibili i testi completi dell'accordo e degli allegati in tutte le lingue dei Paesi dell'Unione europea.



Il "dialogo sociale" fu fortemente voluto dall'industria, preoccupata dalle conclusioni (scientificamente assai controverse) alle quali era pervenuta nel 1997 la IARC di Lione (agenzia internazionale di ricerca sul cancro), secondo la quale la silice cristallina sarebbe cancerogena. Se la Commissione europea facesse propria tale valutazione, la silice cristallina sarebbe sottoposta a severe limitazioni di uso, come fu il caso dell’amianto.
La situazione non cambiò a seguito dell'intervento dello SCOEL nel 2002.

Il "dialogo sociale" prevede un dettagliato sistema di controllo, registrazione e raccolta dati sull’esposizione dei lavoratori, oltre a un’ampia serie di good practices per tutelare la salute dei lavoratori esposti alla silice cristallina in ogni fase del processo produttivo, e dovrebbe evitare l'adozione di provvedimenti legislativi sui limiti di esposizione.

I limiti di esposizione sono oggi assai diversificati nei diversi paesi europei. In Italia non esiste un limite di legge; esiste però un limite di contratto (0,05 mg/mc), fissato dall'ACGIH - American Conference of Governmental Industrial Hygienist - e recepito da tempo nel CCNL da Federchimica e Fulc. Il limite convenzionale italiano è il più severo d'Europa (quasi tutti hanno 0,1 - U.K ha 0,3 mg/mc).

Oltre che per evitare l'inserimento per legge della silice cristallina tra le sostanze cancerogene con l’obbligo di sostituirla nel ciclo produttivo, Federceramica è a favore del Dialogo sociale perché l’accordo raggiunto a livello europeo, basato sulla valutazione del rischio silice nei luoghi di lavoro, non prevede niente di nuovo rispetto alla situazione esistente (la "valutazione del rischio" è il cardine del sistema introdotto dal Decreto legislativo 626 del 1994) - tranne un sistema aggiuntivo di monitoring e reporting dei dati sull’esposizione che non appare particolarmente impegnativo per le aziende interessate.

Per questo motivo, al fine di evitare la somma di due istituti (dialogo sociale + TLV contrattuale di 0,05 mg/mc), Federceramica aveva proposto a Federchimica di verificare con il sindacato la possibilità di inserire nel CCNL il riferimento alle conclusioni del "dialogo sociale" europeo, in luogo dei TLV degli igienisti industriali americani.

La norma generale del CCNL 10/5/2006 sull'esposizione ai fattori di rischio è rimasta basata sui TLV degli igienisti americani. È stata però inserita una interessante possibilità di "deroga": "per migliorare le condizioni del lavoro, ove siano stati definiti, anche attraverso il dialogo sociale, codici di comportamento o buone pratiche, le parti aziendali potranno adottarli attraverso un accordo e tali indicazioni, complessivamente applicate, sostituiranno le indicazioni presenti nelle tabelle dell’American Conference of Governmental Industrial Hygienist (TLV)".

Vai alla pagina che raccoglie i documenti sul "dialogo sociale".

Presentazione powerpoint del dialogo sociale (versione online)